In questo frastuono silenzioso,
con il rumore dei bottoni dei jeans
che battono contro la lavatrice,
steso nel letto
a fissare quella macchia d'umido ormai asciutta,
il ricordo di te bussa.
Chiudo gli occhi.
Era la notte
in cui tutto sembrava possibile.
I tuoi baci,
le tue carezze lente,
la tua mano fredda sul mio petto,
quello sguardo che prometteva tempesta.
Il tuo fiato leggero sul mio collo,
il tuo profumo caldo,
caldo come l'aria densa di quella stanza.
Noi
a scuotere l'albero di Natale,
le campanelle a coprire le nostre risate,
i respiri che si intrecciavano al buio.
Le mie mani tra i tuoi capelli,
la tua pelle contro di me.
Poi
il lavaggio finisce,
il rumore si spegne,
e nel silenzio improvviso
torno alla realtà.
Capisco che resterà soltanto
un ricordo accecante,
di una notte già finita,
e tu continui a mancare da morire
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